
Questo progetto prevede una ricerca di natura epistemologica, sociologica e didattica, che ha come oggetto principale l’identificazione
e l’analisi del ruolo della ricerca scientifica e tecnologica nel definire e nel gestire i problemi connessi alla questione dell’alimentazione umana. In particolare, attraverso l’uso di interviste, corredate da materiale audiovisivo, e di un’estesa
ricerca bibliografica multimediale, ci si propone di identificare gli immaginari tecnoscientifici dominanti e quelli relativi alla
consapevolezza circa i flussi di energia e materia coinvolti nella produzione, distribuzione e consumo di cibo, e l’indagine sul
ruolo di tali immaginari nel definire, produrre, orientare la formazione e le scelte pubbliche più in generale.
Si intende qui il termine immaginario sia in senso psicologico e sociologico, come il complesso insieme delle rappresentazioni
simboliche di una collettività, le visioni del mondo che influiscono e determinano gli stili di vita, sia in senso letterale, ovvero
come la collezione di immagini tra loro correlate, attraverso la quale la questione dell’alimentazione è definita e comunicata.
Caratteristica fondamentale di tali immaginari è quella di essere costruzioni sociali e culturali implicite, ovvero costituenti
fondamentali di un framework definitorio indiscusso: un insieme di condizioni iniziali che producono senso, lo stato dei fatti
rilevanti, sul quale si innestano le scelte valoriali successive, come conseguenze inevitabili.
Ciò significa che sono loro associati dei precisi contenuti normativi, ovvero etici, politici e giuridici, i quali pervadono cultura e società e agiscono in modo
implicito e diffuso. Esplicitarne le origini, le caratteristiche e le conseguenze assume dunque una particolare rilevanza per
stimolare un dibattito pubblico sugli indirizzi e sulle modalità di decisione nell’ambito dei processi produttivi e di distribuzione
connessi all’alimentazione, come emerge sempre più spesso nella letteratura internazionale, in particolare nel lavoro di Sheila
Jasanoff (S. Jasanoff 2005), e come si osserva nel rapporto per la commissione europea sopra citato (Taking European
Knowledge Society Seriously, 2007).