
Relazione intermedia - Novembre 2011
Eco-efficienza, Rebound effect e comportamenti di consumo
Il lavoro svolto nei primi due mesi ha riguardato:
1) Definizione più accurata del campo di ricerca e maggiore accuratezza dei concetti sensibilizzanti;
2) Approfondimento del modello stock e flussi e delle teorie dei sistemi complessi.
Il lavoro di cui al punto 1) è consistito prevalentemente nella raccolta (e prima analisi) di materiale
bibliografico relativo a:
a) effetto rimbalzo (effetti micro e macro);
b) il settore delle TIC (tecnologia dell’informazione e della comunicazione) e i suoi trend evolutivi;
c) efficienza energetica ed eco-efficienza;
d) discorsi sugli impatti ambientali (positivi e negativi) delle TIC.
Per quanto riguarda il lavoro di cui al punto 2), sono in corso alcuni incontri a carattere seminariale
(l’ultimo è previsto per il 10/12) fra i partecipanti al filone. Il fine era quello di giungere ad una conoscenza
più approfondita e condivisa del modello e ad una sua integrazione sostanziale nelle fasi successive della
ricerca.
Ci si ritrova in questo momento nella parte di cronoprogramma rappresentata dai mesi 3 e 4. I confini tra
i periodi e tra le fasi non sono così netti essendo il lavoro iniziato, seppur con ritmi rilassati, già durante
l’estate scorsa. Grosso modo è possibile dire che l’obiettivo è quello di terminare il lavoro empirico prima
della pausa estiva del 2011 e di completare il rapporto definitivo entro ottobre-novembre 2011.
Le fasi successive, che sono per ora ancora indicative, potrebbero riguardare:
3) Il rebound effect con riferimento alle ICT, information and communication technology ,(ancora
ad un livello teorico seppur più approfondito rispetto a quelli precedenti);
4) La produzione di materiali empirici, tenendo conto della possibilità di avere come fine
importante della ricerca quello di essere in grado di dare indicazioni, sia agli individui che ai
decisori o agli amministratori, di quali processi di produzione e consumo sono maggiormente
atti a ridurre l’entità dell’effetto rimbalzo;
5) Eventuale concentrazione su di un caso studio specifico.
Sull’opportunità di misurare il rebound effect. Questo è possibile, ma comunque costoso, nel caso degli
effetti diretti (e appena quelli) relativi a prodotti “single purpose”. Diventa impossibile la misurazione
degli effetti economy-wide e trasformazionali. Si decide di optare per la validità del postulato Khazoom-
Brookes, in quanto non potendola escludere si dovrebbe mettere in risalto il principio di precauzione.
Per la parte di ricerca empirica si potrebbe pensare ad un momento in cui si fa progettazione partecipata
di un prodotto a basso impatto ambientale e basso rebound, elaborando quindi un apposito modello
partecipativo. Per far questo bisognerà prima avere ben chiaro quali sono gli impatti ambientali diretti
(e come li si può contrastare e/o come vengono contrastati) e quali sono le determinanti degli effetti
rebound.
Bisognerà inoltre capire come i diversi ordini di impatti delle ICT agiscono sulle determinanti degli effetti
rebound.
Uno dei problemi sta nel capire quante risorse dedicare al rebound effect in generale e quante al
rebound effect per le ICT. La produzione di materiali empirici dovrà difatti riguardare solo le ICT, solo
un altro settore o dovrà permettere un confronto tra due settori? Il rebound effect è un risultato della
ricerca di maggiore efficienza, che è a sua volta una caratteristica tipica degli agenti economici. Affinchè
l’incidenza dell’effetto rebound possa diminuire occorre che chi innova ne sia a conoscenza e lo voglia
ridurre e/o che chi ne è a conoscenza e lo voglia di ridurre abbia possibilità di innovare. Nel settore delle
ICT l’innovazione “dal basso” potrebbe non essere possibile. A meno che non si intenda vedere i processi
di produzione e di consumo come un unico processo. In questo senso una particolare scelta di consumo
è in grado di ridurre l’effetto rimbalzo. Per evitare sin d’ora eventuali confusioni future ricordiamoci che
la volontà di ridurre l’effetto rimbalzo non equivale alla scelta di ridurre il proprio impatto sull’ambiente.
Per far questo basterebbe scegliere un prodotto piuttosto che un altro. L’ecologicità arrivare così per
semplice somma di comportamenti ecologici. Significa piuttosto la volontà di massimizzare l’efficacia
della propria scelta ecologica.
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