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I Progetti di Ricerca attualmente in corso, avviati dai membri del Centro IRIS.


Progetto ricerca locale 2016

L’educazione sostenibile: dalla didattica emozionale all’outdoor education.
La ricerca è tesa ad elaborare proposte innovative e transdisciplinari, il cui obiettivo principale è quello di far vivere, in prima persona, esperienze sensoriali ed emotive a contatto con l’ambiente naturale (Outdoor education e Outdoor learning). La congettura di partenza è che, nell’ambito dell’educazione sostenibile, i saperi vanno integrati e che se si rimane troppo ancorati al proprio approccio disciplinare si rischia di stemperare le potenzialità educative di qualunque proposta didattica finalizzata in tal senso.
Al fine di progettare efficaci esperienze didattiche, in relazione agli scopi di cui sopra, verranno svolte indagini tese a far emergere, da un lato, la relazione empatica con la natura, dall’altro, il livello di consapevolezza ecologica che si vengono a creare in determinate situazioni (in contesti educativi ma anche nell’ambito dell’esperienza quotidiana). Tali indagini verranno condotte per lo più su insegnanti in formazione e bambini della scuola primaria e dell’infanzia. Gli indicatori su cui verranno costruiti i diversi strumenti di indagine prenderanno in considerazione i seguenti parametri:
• percezione del benessere in ambienti naturali o comunque all’aperto;
• valutazione dei rischi e dei benefici dello stare all'aperto;
• percezione delle potenzialità educative indotte dal contatto diretto col contesto naturale;
• strategie di comportamento che vengono adottate nel relazionarsi con gli ambienti naturali;
• ostacoli pratici e psicologici (in ambito scolastico ed extrascolastico) che impediscono sempre più il contatto diretto con la natura.

Il rilevamento di tali parametri permetterà di progettare un’azione didattica più efficace in ambito scolastico e universitario (insegnanti in formazione – Corso di Laurea di Scienze della Formazione Primaria LM 85-bis). In particolare:
- attività di outdoor learning per insegnanti in formazione che li rendano consapevoli delle potenzialità didattiche degli ambienti naturali come contesti educativi;
- esperienze didattiche a forte componente emotiva, in contatto diretto con la natura e con le materie prime, quali, per es., argille e gesso;
- forme estetiche di comunicazione della messa in pratica delle esperienze in natura;
- implementazione di strumenti mediatici per la divulgazione di temi legati alla sostenibilità.

Partecipanti IRIS alla ricerca: Marco D. Tonon, Anna Perazzone, Andrea Caretto, Daniela Marchetti


Dall’immaginario della potenza e del controllo all’immaginario dell’inclusione e interdipendenza

TIPO DI RICERCA: ricerca partecipativa

DESCRIZIONE
Due gruppi di ricerca, IRIS e ACES (Aberdeen Centre for Environmental Sustainability), hanno elaborato un progetto che prevede la realizzazione di workshops e di eventi pubblici che – a partire da due questioni socio-ambientali complesse e controverse (la costruzione di un treno AV in Valsusa e di un campo da golf sulle dune di Aberdeen) – analizza e decostruisce, grazie agli sguardi della scienza, dell’arte, della linguistica ecc., la narrativa attualmente domina le scelte socio-economiche. Dalle decostruzione si intende passare alla costruzione, collettiva e condivisa, di nuove narrative e immaginari, basati su un senso profondo di radicamento nella Biosfera.
Lo svolgimento di questa ricerca e delle attività previste è subordinato all’assegnazione di fondi da parte dell’AHRC (Arts & Humanities Research Council) al quale il progetto è stato presentato.

“Our approaches are informed by the ideas expressed by sustainability science thinkers: we aim to contribute to democratize science and to increase the expertise of civil society. Such an approach is based on the premise that the contribution of each participant is not only appreciated, but necessary to enrich the level of collective competence about the issues discussed. Within the Interdisciplinary Research Institute for Sustainability (IRIS; www.iris.unito.it) and the Aberdeen Center for Environmental Sustainability (ACES; www.aces.ac.uk), many fields of inquiry and theoretical approaches are pursued and adopted: from Earth and Life Sciences to Economics, Linguistics, Psychoanalysis, and Education and Artistic expressions” […]The dialogue amongst the team will focus on identifying elements of synergy between the methodologies used and new avenues for research into means for supporting dialogue across disciplines, communities, languages and worldviews.


Acquisizione di strumenti educativi per affrontare insieme questioni ambientali complesse e controverse

TIPO DI RICERCA: ricerca teorica e didattica

DESCRIZIONE
In un recente lavoro, tre membri di IRIS con una formazione in fisica e arte, ecologia e biologia molecolare, chimica si sono impegnati in una riflessione interdisciplinare sugli aspetti controversi dell’allevamento e commercializzazione di salmoni transgenici. La ricerca si e’ orientata in prima istanza alla raccolta di contributi multidisciplinari sulla fisiologia, etologia, genetica ed ecologia del salmone di acquacoltura mettendo in luce gli aspetti di complessita’ e di incertezza associati allo studio delle interazioni tra organismi e ambiente; questo lavoro ha poi dato luogo ad una meta-riflessione sulle narrative spesso ‘insostenibili’ che guidano la ricerca scientifica a servizio dello sviluppo umano.
Alcuni membri di IRIS hanno una formazione scientifica ed educativa. All’interno del contesto di lavoro interdisciplinare, un filone di ricerca corrente riguarda lo studio delle questioni ambientali complesse e controverse e la messa a punto di percorsi educativi che favoriscono il dialogo interdisciplinare e la meta-riflessione. In particolare, alcuni membri di IRIS sono impegnati nella messa punto di strumenti educativi per avviare riflessioni sulla questione dell’allevamento di salmoni transgenici.

PARTECIPANTI:
Giuseppe Barbiero, Alice Benessia, Vincenzo Guarnieri, Elena Camino, Laura Colucci-Gray

CONTATTI:
Giuseppe.Barbiero@univda.it
Elena Camino: elena.camino@unito.it


Space, Place, Pedagogy: a collection of writings to build a narative of co-evolution and co-existence with the natural systems.

TIPO DI RICERCA: ricerca compilativa/pubblicazione

DESCRIZIONE
In coincidenza con l’adozione del tema “Il Nord” come filone di ricerca interdisciplinare dell’Universita’ di Aberdeen (http://www.abdn.ac.uk/about/strategic-plan-interdisciplinary.php), due membri di IRIS, Laura Colucci-Gray e Donald Gray, cureranno una special issue della rivista Education in the North sul tema Space, Place and Pedagogy: Local contexts in a Globalised World.

Current discourses in education tend to seek to standardize the experience of students from diverse geographical and cultural places so that they may compete in a global economy (Gruenewald, 2003). In contrast place-based pedagogies have appeared in recent years as a means to promote an educational experience that relates directly to the student’s personal understanding of the world. Yet such pedagogy is more than simply education in a locale or education outside the classroom. It is a pedagogy that needs to be critical and that must “identify and confront the ways that power works through places to limit the possibilities for human and non-human others” (Gruenewald, 2003). Hence place-based pedagogy sits at the heart of a renovated understanding of the position of the human subject as part of a living entanglement of living and non-living forms, process and product, materiality and culture.

La special issue mira a fornire una raccolta di contributi interdisciplinari - da studi sul campo a riflessioni critiche o narrazioni di esperienze di interazione con la natura attraverso la memoria, l’arte, il lavoro pratico.
La data pubblicazione e’ prevista per Marzo 2012.


La nonviolenza come prospettiva per la sostenibilità

TIPO DI RICERCA: ricerca teorica e didattica

DESCRIZIONE
Dalla collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis (http://serenoregis.org/) e con l’ASSEFA (Association for Sarva Seva Farms: www.assefatorino.org; www.assefaitalia.org) sono state sviluppate negli anni numerose riflessioni e proposte didattiche caratterizzate che fanno riferimento alla prospettiva nonviolenta e alla gestione creativa dei conflitti.
In occasione della giornata mondiale della nonviolenza, il 3 ottobre 2009 è stato organizzato a Torino un Convegno dal titolo “Verso futuri sostenibili e nonviolenti” ed è stata curata la pubblicazione di un fascicolo su “L’economia della felicità”. Le riflessioni che hanno accompagnato queste due iniziative sono state riprese in un lavoro più sistematico, volto a mettere in luce certe somiglianze tra le idee espresse da Gandhi e dai suoi collaboratori (Vinoba Bhave, Kumarappa) e alcune riflessioni critiche sull’idea di scienza, sui modelli economici, sui sistemi educativi, che stanno emergendo in questi anni nelle riviste accademiche.
Nell’autunno 2011 (8 ottobre ) è stato organizzato a Torino un Convegno dal titolo “Il futuro ha radici antiche” in cui sono state riprese e sviluppate alcune idee di Gandhi e di Kumarappa orientate a un’economia sostenibile e nonviolenta.
Su questo ambito di ricerca sono stati pubblicati alcuni contributi, e un articolo di rassegna più sistematico:

CAMINO E. La prospettiva gandhiana come contesto unificante per la ‘sustainability science’ e l’educazione alla sostenibilità. “Culture della sostenibilità”, IV (7), pag. 7-64, 2011.
DOGLIOTTI A. & CAMINO E. Perché la sostenibilità è nonviolenza? Una visione di insieme. Economia della felicità. Supplemento a .eco, l’educazione sostenibile, n. 7 pag. 5, 2009.
CAMINO E. & BARBIERO G. La crisi ambientale e le relazioni scienza – società. Supplemento a .eco, l’educazione sostenibile, n. 7 pag. 23-25, 2009.
CAMINO E., BARBIERO G. & BENESSIA A. Quale educazione scientifica per la scienza della sostenibilità? Supplemento a .eco, l’educazione sostenibile, n. 7 pag. 26-33, 2009.
GRAY D, COLUCCI-GRAY L. & CAMINO E. Eds. Science, Society and Sustainability. Education and Empowerment for and Uncertain World. Routledge, New York, 2009.

PARTECIPANTI:
Elena Camino, Angela Dogliotti, Nanni Salio

CONTATTI:
Elena Camino: elena.camino@unito.it


Guerra e ambiente: un circolo vizioso di insostenibilità

TIPO DI RICERCA: ricerca teorica con proposte educative

DESCRIZIONE
Nel 2011, grazie all’approvazione di un Progetto di Servizio Civile (SC) sul tema ‘Sostenibilità e nonviolenza’, è stata avviata una ricerca sugli effetti ambientali della guerra. In questo lavoro sono impegnate due giovani in SC. Si prevede la pubblicazione dei risultati per l’ inizio del 2012.

PARTECIPANTI:
Elena Camino, Lidia Larecchiuta e Elena Gasparri.

CONTATTI:
Elena Camino: elena.camino@unito.it


La Sostenibilità dei processi di produzione e consumo. Quali modelli e narrative verso la transizione?

Progetto di Ricerca sostenuto dalla Compagnia di San Paolo

Il progetto di ricerca proposto dal Centro IRIS si colloca in uno scenario che rispecchia una tendenza, presente anche a livello internazionale, di approccio sistemico ai problemi socio-ambientali e di studio interdisciplinare dei sistemi complessi e dinamici (Editorial, 2007). Basti pensare alle più recenti evoluzioni dell’ecological economics, dell’industrial ecology e degli studi sul metabolismo socio-economico, campi di studio all’edificazione dei quali si dedicano studiosi di provenienza disciplinare diversa (economisti, biologi, geografi, sociologi, eccetera).
Questo progetto, pur articolato in filoni distinti, prende forma da alcuni assunti di base che esprimono un immaginario condiviso, il quale condiziona le metodologie di ricerca e orienta verso specifiche finalità. Condividiamo l’idea del nostro pianeta come sistema biofisico complesso e limitato, incessantemente attraversato da flussi di energia, materia e informazione, in parte naturali, in parte alimentati e continuamente modificati dall’azione umana. Una varietà enorme e attualmente non quantificabile di forme viventi, compresa l’umanità, condivide spazi e risorse limitati in questo sistema, interagendo tra loro con varie modalità (competitive, cooperative, neutre) per soddisfare i bisogni primari e le proprie esigenze di benessere.
In particolare, condividiamo l’idea che tutti gli esseri umani hanno pari diritti e che dovrebbero essere messi in grado di soddisfare i loro bisogni secondo un principio di equità (secondo Sen (2004): “ciò che assicura equità non è tanto o solo l’uguaglianza di accesso ai beni essenziali, ma è la situazione che consente di esercitare le libertà sostanziali: in altri termini la capacità di scegliersi una vita a cui (a ragion veduta) si dia valore”). Per ottenere questo fine è necessario che lo sviluppo della conoscenza (in particolare della conoscenza scientifica) avvenga attraverso una partecipazione democratica, favorendo l’espressione e il confronto di una molteplicità di punti di vista, necessari per affrontare i problemi complessi e controversi dei sistemi socio-ambientali nei quali siamo inseriti.
La ricerca è focalizzata su due aspetti:
- i processi di produzione di beni di uso quotidiano;
- le scelte individuali che ne determinano il consumo e le implicazioni che questi due aspetti hanno in una prospettiva di sostenibilità ambientale.

Il sito del Progetto


La nonviolenza come prospettiva per la sostenibilità

TIPO DI RICERCA: ricerca teorica e didattica

DESCRIZIONE
Dalla collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis (http://serenoregis.org/) e con l’ASSEFA (Association for Sarva Seva Farms: www.assefatorino.org; www.assefaitalia.org) sono state sviluppate negli anni numerose riflessioni e proposte didattiche caratterizzate che fanno riferimento alla prospettiva nonviolenta e alla gestione creativa dei conflitti.
In occasione della giornata mondiale della nonviolenza, il 3 ottobre 2009 è stato organizzato a Torino un Convegno dal titolo “Verso futuri sostenibili e nonviolenti” ed è stata curata la pubblicazione di un fascicolo su “L’economia della felicità”. Le riflessioni che hanno accompagnato queste due iniziative sono state riprese in un lavoro più sistematico, volto a mettere in luce certe somiglianze tra le idee espresse da Gandhi e dai suoi collaboratori (Vinoba Bhave, Kumarappa) e alcune riflessioni critiche sull’idea di scienza, sui modelli economici, sui sistemi educativi, che stanno emergendo in questi anni nelle riviste accademiche.

Su questo ambito di ricerca sono già stati pubblicati alcuni contributi, ed è attualmente in corso la stesura di un articolo:

 - DOGLIOTTI A. & CAMINO E. Perché la sostenibilità è nonviolenza? Una visione di insieme. Economia della felicità. Supplemento a .eco, l’educazione sostenibile, n. 7 pag. 5, 2009.
 - CAMINO E. & BARBIERO G. La crisi ambientale e le relazioni scienza – società. Supplemento a .eco, l’educazione sostenibile, n. 7 pag. 23-25, 2009.
 - CAMINO E., BARBIERO G. & BENESSIA A. Quale educazione scientifica per la scienza della sostenibilità? Supplemento a .eco, l’educazione sostenibile, n. 7 pag. 26-33, 2009.
 - GRAY D, COLUCCI-GRAY L. & CAMINO E. Eds. Science, Society and Sustainability. Education and Empowerment for and Uncertain World. Routledge, New York, 2009.

PARTECIPANTI:
Elena Camino, Nanni Salio

CONTATTI:
Elena Camino: elena.camino@unito.it


L’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile in contesti non formali: il caso delle fattorie didattiche, degli agrinidi e degli asili nel bosco (marzo 2010 - dicembre 2011)

Il progressivo distacco tra città e campagna, tra luogo dove si produce e dove si consuma il cibo, l’affermarsi della dimensione virtuale e on line (guardare la televisione, comunicare e conoscere attraverso chat e blog; comprare, vendere, scambiare su eBay; giocare con i videogame, incontrarsi in Myspace) insieme alla riduzione delle possibilità dei bambini di muoversi e frequentare autonomamente spazi all’aperto, rende il vivere delle esperienze dirette e quotidiane a contatto con l’ambiente rurale e naturale un privilegio sempre più raro. Questa mancanza ha effetti, ormai dimostrati, non solo sui saperi quanto sulla salute e sullo sviluppo dei bambini stessi: obesità, mancato affinamento delle capacità sensoriali (con conseguente impoverimento dell’esperienza umana), nuove paure (di toccare, di sporcarsi, di assaggiare, di avvicinare un animale …), aumento delle allergie, iperattività sono solo alcuni dei sintomi di una diffusa e generalizzata perdita della propria identità ecologica.
La fattorie didattiche (ferme pedagogique, city farm, ...), gli agrinidi e gli asili nel bosco (waldkindergarten, ...) sono tre tipologie di servizi rivolte all’infanzia nati per favorire lo svolgimento di attività educative all’aperto in un contesto naturale e sempre più orientati alla formazione (all’ambiente, alla sostenibilità, alla convivenza) di cittadini consapevoli di essere parte di un sistema a cui devono la loro sopravvivenza, e capaci di percepirsi come esseri viventi e respiranti connessi con i ritmi della terra, i cicli biogeochimici, gli altri organismi (Ecological identity: Tomashow M., 1996).
In questa logica il progressivo affermarsi in ambito nazionale di tali strutture, la costituzione della rete delle fattorie didattiche valdostane, nonché la possibile nuova attivazione di agrinido e asili nel bosco in Piemonte e Valle d’Aosta sono stimoli, per coloro che si occupano di pedagogia, per contribuire alla definizione delle finalità, delle metodologie, dei contenuti in relazione ai nuovi bisogni e diritti dei bambini.

La ricerca si propone di monitorare la diffusione di tali strutture in ambito nazionale e, attraverso un approfondimento bibliografico e la visita a realtà consolidate e di eccellenza anche estere, di individuare obiettivi e presupposti metodologici trasversali, punti di forza e criticità nelle modalità di gestione, parametri e procedure per la certificazione della qualità delle attività. I risultati, divulgati sotto forma di pubblicazione, contribuiranno alla costituzione di una sistema formativo diversificato e articolato con l’affermazione di nuovi soggetti (gli agricoltori, educatori ambientali, ..), nuovi contesti (le fattorie didattiche, agrinido e asili nel bosco) e specifiche metodologie di lavoro (outdoor education, pedagogia attiva, ….). L’area geografica interessata dal progetto di ricerca è la Regione Autonoma Valle d’Aosta e la Regione Piemonte.

Referenti e Contatti: Fabrizio Bertolino (Università della valle d’Aosta), Anna Perazzone (Università di Torino – Dipartimento BAU), Marta Angelotti (Università di Torino – Dipartimento BAU).


Looking for an ecological footprint. Kuznets curve.

Progetto di Ricerca

The relationship between economic growth and environmental impact has been object of debate in environmental economics for over a decade. Several authors argue that whereas in most countries, at low income levels, an increase in national income corresponds to increased environmental pressure, in later stages of development a stronger demand for greener goods and environmental regulation, improved technology and more abundant resources available for investment generally lead to a de-linking between economic growth and environmental degradation.
The inversion in trend would give rise to an inverted-U relationship between indicators of environmental degradation and income per capita, similar to that found by Simon Kuznets in his work on inequality at different stages of development and hence conventionally known as the environmental Kuznets curve (EKC). On the other hand, the EKC hypothesis and its policy implications are contested by theoretical analyses that stress the physical impossibility of an unbounded growth in a limited world. The critiques concern the assumption, implicit in the idea of a virtuous circle between economic growth and environmental quality, that there is no threshold level of environmental damage that can produce irreversible ecological consequences or have a negative impact on the level of income.

Our project investigates the empirical evidence in support of the EKC hypothesis using data coming from the Ecological footprint analysis and from other environmental indicators, mostly at the country level. Our provisional results generally speak against the EKC hypothesis. Moreover, the impact of population growth, a factor little considered in previous studies, emerges as important in the analysis.

Pubblicazione di riferimento:
- Bagliani M., Pietta A., Bravo G., Dalmazzone S., "Crescita economica e impatti ambientali: l'importanza di considerare le reti lunghe. Una riflessione geografica sulle curve ambientali di Kuznets", in Bollettino della Società Geografica Italiana, 2009, pp. 875-888.

Referenti: Marco Bagliani, Giangiacomo Bravo, Silvana Dalmazzone


Il ruolo delle Scienze della Terra nell’educazione scientifica.

Nel progetto in corso si sta lavorando sui seguenti temi, direttamente o indirettamente connessi all’educazione scientifica e alla sostenibilità:

a) L’integrazione consapevole dei diversi approcci (strutturale, funzionale, storico e sistemico) allo studio dei fondamenti delle Geoscienze, l’individuazione di concetti strutturanti e schemi interpretativi da applicare nella didattica delle Scienze della Terra e la messa a punto di indicatori atti a valutare il miglioramento del processo di apprendimento nei discenti, siano essi bambini o studenti universitari.

b) L’educazione ambientale e il concetto di ambiente quale dimensione professionalizzante nella formazione dei formatori di ambito scientifico, attuata attraverso lo sviluppo di metodologie dirette sul campo che coinvolgano lo studente sui piani cognitivo, emotivo e psico-motorio.

c) La formazione alla sostenibilità e allo sviluppo di una coscienza ambientale negli insegnanti e nei cittadini, in merito alle tematiche correlate con le Scienze della Terra, con particolare riguardo ad un uso ragionato e sostenibile delle risorse naturali, quali acqua, rocce, minerali e combustibili fossili, attraverso metodi alternativi ed ecocompatibili di estrazione, produzione e utilizzo.

d) Lo sviluppo di competenze atte a consentire ai cittadini di adottare stili di vita coerenti con gli obiettivi di sostenibilità mediante lo scambio di esperienze e l’attenzione al confronto con popolazioni del Sud del mondo (paesi del Sahel), con cui sono instaurati accordi di cooperazione e sviluppo (CISAO).

Responsabili scientifici del progetto: prof. Elena Ferrero, dott. Marco Davide Tonon

PUBBLICAZIONI CORRELATE:
- Tonon M.D., L’acqua: una risorsa per l’evoluzione della vita sulla Terra e per lo sviluppo delle società umane, in Grandi I. & Camino E. (a cura di), Un percorso interdisciplinare di conoscenza sull’acqua, Litografia Geda, Torino, 2005, pp. 37-50.
- Tonon M.D., Ferrero E. & Provera A., 2005, Esperienze di fruizione didattica e di valorizzazione di alcuni affioramenti fossiliferi del Monferrato. In Violanti D. (Ed.), Giornate di Paleontologia 2003 – Alessandria, 22-25 maggio, Rendiconti della Società Paleontologica Italiana,. 2, 229-241.
- Tonon M.D., Perazzone A & Provera A., Educare attraverso la valorizzazione dell’ambiente naturale: un’esperienza formativa nel contesto alpino del cuneese. In Rossebastiano A. (a cura di), Cultura locale e formazione, Il Segnalibro Ed., Torino, 2006, pp. 155-180.
- Tonon M.D., Los recursos naturales en la didáctica de las ciencias indagaciones sobre representaciones mentales de los estudiantes y de los docentes, XIV Simposio Iberico sobre Enseñanza da Geologia, Aveiro (Portugal), Livro de Actas, Univ. de Aveiro, TIPAVE, 2006, pp. 63-68.
- Gimigliano D. & Tonon M.D., Gli “ambienti del passato”: un itinerario didattico presso alcuni affioramenti fossiliferi terziari del Monferrato, Atti, Relazioni e Poster, Regione Emilia Romagna e Associazione G & T., 2006.
- Tonon M.D., Lo studio dell’ambiente: dalle attività in campo all’uso integrativo dei software didattici. In Nuti G. & Piseri M. (a cura di), Saperi, competenze e buone pratiche per la professione insegnante: il valore del territorio, Tipografia Valdostana, Aosta, 2008,pp. 121-135.
- Perazzone A. & Tonon M.D., Il gioco e il “mettersi in gioco” nell’educazione ambientale. In Quaglia R., Prino L.E. & Sclavo E. (a cura di), Il gioco nella didattica. Un approccio ludico per la scuola dell'infanzia e primaria, Erickson, Trento, 2009, pp. 159-180.
- Angelotti M., Perazzone A., Tonon M.D. & Bertolino F., Educating the educators – primary teacher education. In Gray D., Colucci-Gray L. & Camino E. (a cura di), Science, Society and Sustainability. Education and Empowerment for an Uncertain World, Routledge, New York, 2009, pp. 154-187.
- Allasia D., Bazzini L., Cerrato G., Ferrero E., Tonon M.D., Coggi C. & Ricchiardi P., The FENIX project: empowerment strategies and cognitive development for children living in depressed contexts. In Proceedings 3rd International Conference on Science and Mathematics Education (CoSMEd 2009): Improving Science and Mathematics Literacy: Theory, Innovation and Practice, SEAMEO RECSAM, Penang, Malaysia, 2009, pp. 62-69.


Scottish Teachers for a New Era: a partnership approach to the education of future teachers in Scotland

TIPO DI PROGETTO: Ricerca e pratica

DESCRIZIONE

Il progetto ha una durata di sei anni e affronta le tematiche della formazione di futuri insegnanti in Scozia. L’obiettivo della ricerca è di approfondire la conoscenza degli approcci di insegnamento/apprendimento e delle metodologie di ricerca che possano condurre alla formazione di una figura insegnante che riesca a far fronte alle sfide della complessità sociale (e ambientale).
Il progetto è molto articolato e prevede uno studio longitudinale e una valutazione del processo a molteplici livelli. Il nucleo del lavoro è costituito dal programma di formazione degli insegnanti di scuola primaria presso l’Università di Aberdeen. In questo contesto si vogliono mettere in pratica finalità educative generali quali:
- un approccio inclusivo, collaborativo e partecipativo alla formazione;
- un’ enfasi sull’apprendimento come processo continuo e diversificato;
- un’attenzione alla relazione che intercorre tra processo di apprendimento e prodotto.
- Una visione della ricerca come progressivo avvicinamento alla nozione di ‘praxis’ or “theory of action” che si mette a punto in processi di ricerca-azione.

Il progetto è interessante in quanto unisce la comprensione delle problematiche relative alla sostenibilità con un lavoro di pratica, ossia di azione. Se da un lato ci si pone il compito di riflettere in maniera critica sulle modalità di costruzione di conoscenza, le interazioni tra scienza e società e le problematiche relative alla governance, dall’altro ci si occupa anche di riconfigurare la formazione degli insegnati in modo tale da avviare processi di trasformazione. Il mondo scolastico in Scozia è estremamente burocratizzato e controllato. La figura dell’insegnante è cristallizzata come expertise e tale scenario pone come assunto la divisione tra chi conosce e chi non conosce. Un’educazione alla gestione dell’incertezza e alla tolleranza dell’ignoranza richiede non solo nuove tecniche educative ma anche un contesto in cui l’insegnate possa sperimentare liberamente con i propri studenti attività di riflessione e di indagine collettiva. Progetto tutt’ora in corso.

PARTECIPANTI E CONTATTI
Laura Colucci-Gray l.t.gray@abdn.ac.uk
Donald Gray d.s.gray@abdn.ac.uk

School of Education, Aberdeen University, King’s College, AB243FX, Aberdeen. Tel: 00 44 (0) 1224 274519


Flussi di energia e cicli di materia nei viventi: per una educazione alla sostenibilità che nasce dai fondamenti delle scienze naturali

TIPO DI PROGETTO: Ricerca didattica

DESCRIZIONE
Nell’ambito del percorso formativo dei futuri insegnanti di scuola superiore - la SIS, Scuola Interateneo di Specializzazione all’Insegnamento presente sul territorio Piemontese – è stato offerto per dieci anni un Laboratorio interdisciplinare ai futuri insegnanti: nei primi tempi l’offerta è stata rivolta agli insegnanti di scienze di scuola superiore (A058, A060); in seguito sono stati coinvolti i futuri insegnanti di matematica e scienze di scuola media inferiore (classe A059). Il laboratorio si proponeva di favorire lo sviluppo di una conoscenza critica e interdisciplinare di alcuni concetti di base relativi ai flussi di energia e ai cicli di materia nei viventi, includendo le attività umane: dall’intercettazione della produzione primaria di biomassa, agli squilibri causati dall’uso intensivo di combustibili fossili, dal calcolo dell’energia ‘incorporata’ nei viventi a quella che è stata utilizzata per la produzione dei beni di consumo.
Attualmente (2010 – 2011) sono in corso tre attività:
- la raccolta del materiale più significativo elaborato e sperimentato nel Laboratorio SIS, in vista di una pubblicazione rivolta agli insegnanti, che ispirandosi all'approccio del Laboratorio li guidi fra attività e riflessioni inerenti i flussi di energia e i cicli di materia nei viventi;
- la stesura di un articolo di ricerca didattica, che prende in rassegna alcuni dei principali problemi segnalati dai ricercatori di ‘science education’ nei processi di insegnamento / apprendimento del concetto di “energia”;
- la stesura di un articolo di ricerca e sperimentazione didattica che presenti le riflessioni epistemologiche sviluppate dal nostro gruppo di ricerca e gli strumenti concettuali utilizzati allo scopo di favorire nei futuri insegnanti l’acquisizione di alcuni concetti – tra cui quelli relativi ai flussi di energia e alle trasformazioni di materia - funzionali per una educazione alla sostenibilità.

PARTECIPANTI
Daniela Marchetti, Marta Angelotti, Laura Colucci-Gray, Anna Perazzone, Elena Camino.

CONTATTI
Elena Camino elena.camino@unito.it
Daniela Marchetti daniela.marchetti@unito.it



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